martedì, 16 Aprile , 24

Melito di Napoli, arrestato il sindaco Mottola

NapoliMelito di Napoli, arrestato il sindaco Mottola

Melito. La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 18 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di: scambio elettorale politico mafioso, attentati ai diritti politici del cittadino, associazione di tipo mafioso, corruzione, concorso esterno in associazione mafiosa, tentata estorsione.

La misura cautelare è stata emessa nei confronti, tra gli altri, del Sindaco del Comune di Melito di Napoli, del Presidente del Consiglio comunale e di altri due consiglieri comunali.

Scambio elettorale politico mafioso, attentati ai diritti politici del cittadino, associazione di tipo mafioso, corruzione, concorso esterno in associazione mafiosa, tentata estorsione. Sono queste le accuse che hanno portato stamane a diciotto arresti eseguiti dalla Direzione investigativa antimafia.

Tra i destinatari della misura cautelare il sindaco del Comune di Melito di Napoli, Luciano Mottola, il presidente del Consiglio comunale Rocco Marrone e altri due consiglieri comunali, il coordinatore per Melito dell’azienda incaricata del servizio di igiene urbana, padre di un consigliere comunale già candidato sindaco alle elezioni dell’ottobre 2021.
Mottola fu eletto al ballottaggio con il 51,48% delle preferenze, sostenuto da dieci liste tra le quali Fratelli d’Italia, battendo Dominique Pellecchia.

L’inchiesta

Il provvedimento è frutto delle indagini svolte dalla DIA di Napoli e coordinate dalla D.D.A sulla presunta ingerenza della criminalità organizzata nelle elezioni amministrative del 2021 nel comune a nord di Napoli.  Per il  Gip che ha emesso la misura cautelare esistono gravi indizi sull’esistenza di un accordo politico-mafioso già per il primo turno di votazioni, svoltosi il 3 e 4 ottobre 2021. Esponenti del clan Amato-Pagano, egemone in quel territorio e alcuni rappresentanti della coalizione a sostegno del candidato sindaco Marrone Nunzio (non indagato) avrebbero stretto un patto:  l’appoggio  alla coalizione ed allo stesso candidato sindaco attraverso i voti degli appartenenti al clan, dei soggetti ad esso legati e dei residenti del rione popolare destinatari di pressioni ed intimidazioni, in cambio dell’erogazione di somme di danaro e di altre utilità nonché della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione camorristica.

La consigliera costretta a fare campagna per l’avversario

Dall’inchiesta è emerso anche che una candidata al consiglio comunale sarebbe stata costretta, con gravi minacce, quali l’allontanamento dall’abitazione o la chiusura dell’esercizio commerciale, a svolgere campagna elettorale non per sé ma per un candidato dell’opposta coalizione gradito al clan.

L’accordo per il ballottaggio

Nuovi accordi col clan sarebbero stati poi cercati in vista del turno di ballottaggio dai rappresentanti della coalizione a sostegno di Luciano Mottola, poi eletto sindaco. Nel corso delle indagini sono, altresì, emersi episodi di compravendita di voti di consiglieri comunali in occasione delle elezioni (di secondo livello) per gli organi della Città metropolitana svoltesi il 13 marzo 2022. Sono stati, inoltre, individuati gravi indizi su alcuni episodi estorsivi posti in essere dagli affiliati al clan.

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