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A Bologna la comunità venezuelana si mobilita per i connazionali colpiti dal terremoto: raccolti 100 scatoloni di aiuti

MondoA Bologna la comunità venezuelana si mobilita per i connazionali colpiti dal terremoto: raccolti 100 scatoloni di aiuti

BOLOGNA – Un centinaio di scatoloni tra cibo non deperibile, latte in polvere, pannolini e medicinali. E’ il risultato raggiunto finora, in una settimana, dalla raccolta di aiuti avviata a Bologna per portare un sostegno alla popolazione del Venezuela colpita dal violento terremoto del 24 giugno.

L’inziativa è nata dalla comunità venezuelana della città, “semplicemente per cercare di sentirci più vicini al nostro popolo e alla gente che abbiamo là, perché ognuno di noi ha ancora dei familiari in Venezuela”, racconta alla ‘Dire’ una delle volontarie impegnate nella raccolta, Veronica Valenzuela, che lavora alla Polisportiva San Mamolo e ha ottenuto dall’associazione la possibilità di usare alcuni locali come punto di raccolta e immagazzinamento degli aiuti.

“Ringraziamo la Polisportiva perché oltre a questa disponibilità ha anche inviato un’email a tutti i suoi partecipanti”, spiega Valenzuela, esprimendo gratitudine anche per il supporto ricevuto dalle parrocchie della Santissima Annunziata e di Sant’Eugenio. In questi giorni “abbiamo veramente ricevuto tantissime donazioni e tanto appoggio, sia morale che economico”, racconta Valenzuela, impegnata oggi a preparare i pacchi insieme a Elizabeth Escalona, Lucila Salgado e Patrizia Manzini. Ma nel complesso “siamo tantissimi”, sottolinea Valenzuela, segnalando che questa fase della raccolta sta per concludersi: chi vuole fare una donazione può andare in via San Mamolo 139 ancora oggi dalle 17 alle 20 e poi domani dalle 9 alle 20. “Dobbiamo chiudere perché parte presto un aereo”, spiega Valenzuela, ma “torneremo a settembre a fare un’altra raccolta per spedirla prima di Natale”.

Ce n’è bisogno, sottolinea la volontaria, perchè le informazioni che arrivano dal Venezuela “sono veramente terribili: sembra un film horror”. Questo senza dimenticare che “già il Venezuela non era in una situazione favorevole- continua Valenzuela- perché sta attraversando da tantissimi anni una fortissima depressione economica dappertutto, quindi manca tutto e ci sono tantissimi problemi economici e politici. Ma non parliamo di politica in questo momento, cerchiamo semplicemente di essere vicini a chi è là e abbiamo risposto radunando le nostre forze, noi che siamo più fortunati a essere qui fuori”.

Serve un aiuto anche dall’estero, poi, perchè anche in questa fase di emergenza “là c’è tanta disorganizzazione”, aggiunge Valenzuela, visto che “abbiamo anche un Governo non pronto a queste calamità, perchè ha abbastanza abbandonato il nostro popolo”: insomma, “piove sempre sul bagnato”. In più “c’è tanta corruzione”, continua Valenzuela: non a caso le volontarie scrivono la parola “donacion” su ogni singolo prodotto pronto per la spedizione, sperando che questo possa evitare che una volta giunto a destinazione possa essere messo in vendita. Come detto, intanto, per partecipare alla raccolta di beni c’è tempo fino a domani sera.

Le volontarie chiedono di non portare vestiti, mentre la richiesta principale è quella di latte in polvere per i bambini: “E’ una delle cose che pensiamo possa essere subito di aiuto”, sottolinea Valenzuela. E poi un appello ulteriore “a tutte le mamme: con i vostri pediatri di fiducia, se potete- dice Valenzuela- raccogliete un antibiotico per per ogni famiglia, visto che è una cosa che là manca tantissimo”
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